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Sabato, 4 Settembre 2010

05
Ago
2009
Pari opportunità ...di restare disoccupate! PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Affori   

mamma_lavoroCito l'articolo uno della Legge 9 dicembre 1977 n. 903:

È vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale, attuata attraverso il riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza [...]

Sarebbe vietata ma...

È sempre stato detto che in Italia nascono pochi bambini... che le donne che vogliono diventare madri non devono essere discriminate in alcun modo... che il Diritto al lavoro deve dare pari opportunità ad entrambi i sessi... tutte gran belle parole che poi, di fatto si concretizzano in nulla.... insomma, inutile nasconderci dietro a un dito, una donna che vuole diventare madre deve scegliere fra un figlio e il mantenimento del proprio precario posto di lavoro.

Siamo nel 2009, ma allora dove sono tutti quei bei discorsi prima menzionati?? È possibile che al giorno d'oggi non si possa più conciliare la famiglia con il lavoro? Ad aggravare ulteriormente la situazione è che il fatto di essere madre risulti essere discriminante non solo per ciò che riguarda il mantenimento del posto di lavoro, ma anche per il tentativo di trovarne un altro.... Quando, al primo colloquio, alla domanda: "lei ha figli?" rispondi: "Si" e poi si scopre che, per giunta, fai l'onta di presentarti al colloquio con un bimbo al di sotto dei tre anni di età (per cui, per legge, avresti diritto a permessi seppur non retribuiti), si viene subito liquidate con un vago e fastidiosissimo "le faremo sapere" che poi si concretizza, di fatto, in un benservito.

Menzione d'onore andrebbe poi a come ti vorrebbero assumere, con contratti terribili detti "di somministrazione" o "a progetto" che non sono altro che i già noti "interinali" o "co-co-co" (la gallina ha fatto l'uovo), dato che ormai è di moda cambiare i nomi alle cose... comunque l'operatore ecologico resta uno spazzino, l'agente di polizia comunale resta un vigile, il consulente di analisi finanziaria resta un promotore e via andare; ma chi volete prendere in giro eh? Tanto questi contratti possiamo anche chiamarli "presa per i fondelli", poiché il lavoratore ha tutti i DOVERI di un impiegato a tempo indeterminato (orari fissi, giorni fissi, obblighi di comunicazione assenze, obblighi a fermarsi dopo l'orario se occorre, naturalmente non retribuiti, etc etc) ma non, di fatto, i DIRITTI dello stesso (ferie, tredicesima, malattia pagata, maternità pagata, etc etc).

Ma torniamo alla nostra povera madre che, affranta, cerca di trovare un posto dove lasciare il pargolo, nel caso venisse richiamata ...già, perché una volta iscrivevi il figlio all'asilo e aspettavi solo di sapere di che colore comperare il fiocco da mettere al grambiule; oggi invece devi sperare di trovare proprio l 'asilo-nido che te lo accetti, perché per poter entrare nelle graduatorie si deve avere un certo punteggio che, fra l'altro, tiene conto del fatto che la madre sia più o meno a casa. Così se la mamma non lavora prende meno punti e passa dietro a chi lavora. Di conseguenza, non potendo lasciare il proprio figlio al nido e non potendo certo permettersi un nido privato che costa circa 600 / 700 euro, dal momento che l'unico mezzo di sostentamento è molto spesso lo stipendio del marito, magari operaio, di circa 1.200,00 euro, cosa altro può fare?? Non tutti hanno dei nonni in grado di occuparsi dei proprio nipoti! Vogliamo capire che c'è una bella differenza fra CASALINGA e DISOCCUPATA?

Ma poi, lo Stato non dovrebbe garantire che i nostri figli abbiano diritto ad un servizio educativo pubblico senza discriminazioni di alcun tipo, magari effettuando maggiori controlli su chi presenta ISEE da fame e poi percepisce molto di più, ma in nero senza quindi pagare manco le tasse o su chi si dichiara "ragazza madre monoreddito" pur convivendo e che in questo modo prendono i primi posti in graduatoria? Resto sempre più basita. Esiste un Assessore in Comune che dovrebbe occuparsi di questo. Ma tanto anche se scrivi non risponde.
Quindi, caro il mio governo, come sempre cambiano le teste ma chi la prende dove non batte il sole son sempre gli stessi. Allora, per favore, abbiate almeno la decenza di non prenderci in giro riempiendovi la bocca di paroloni come 'quote rosa' o 'pari opportunità', perché qui, di rosa, c'è solo il nostro fondoschiena!

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Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Agosto 2009 12:12
 
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